Scuola della Parola 2020/2021

Il Vangelo di Marco

Il cammino compiuto durante la Scuola della Parola dello scorso anno si è interrotto a causa della pandemia. Dopo aver affrontato alcune tematiche profetiche inerenti il Primo Testamento e aver letto il testo dei Dodici profeti, l’attenzione doveva essere rivolta all’attualizzazione nella vita di Gesù e nei nostri giorni. In quest’anno pastorale ripartiremo dal Nuovo Testamento e principalmente dal vangelo dell’anno liturgico B secondo Marco. Il testo più breve, e presumibilmente il più antico, dei quattro vangeli canonici ci presenta la figura di Gesù attraverso parole e opere, tradizione e novità, annuncio e mistero. La sobrietà della narrazione marciana non minimizza la profondità dell’annuncio né rappresenta una sintesi dell’operato di Gesù, più ampliamento narrato da Matteo, Luca e Giovanni. In altri tempi veniva considerato una sorta di “Bignami” della fede o il modo più essenziale per trasmettere il mistero della morte e risurrezione.

Gli evangelisti, autori legati a una tradizione apostolica e a una precisa comunità credente, hanno scritto in comunione con Lui. “La parola dei suoi inviati può essere il fondamento della fede di tutti i cristiani soltanto perché, provenendo dalla più intima comunione con Gesù, è la parola di Gesù. Il rapporto personale con il Signore Gesù, vissuto con una fede viva e consapevole nella sua persona, costituisce il fondamento basilare di questa ispirazione che rende gli apostoli capaci di comunicare, oralmente o per iscritto, il messaggio di Gesù, che è Parola di Dio. Decisiva non è la comunicazione letteralmente pronunciate da Gesù, ma l’annuncio del suo vangelo” (PCB,  Ispirazione e verità della sacra Scrittura 2014, n. 8). Pertanto, approcciarsi al racconto evangelico e comprenderlo nel suo senso più pieno significa rigettare l’utopia della relazione storica o della deposizione forense: i vangeli sono scritti a partire dalla fede e in vista della fede.

La narrazione, pur ancorata a eventi concreti e a persone realmente esistite, non vuole essere in senso stretto un documento storico o un’autobiografia. Il concetto di storia, che abbiamo ricevuto dalla tradizione illuministica, non ha nulla a che vedere col mondo antico, né tantomeno con la presentazione di un personaggio. La storia di una persona è intrinsecamente legata alla sua interiorizzazione, all’interpretazione e alla condivisione soggettiva. La comunità credente ha annunciato Gesù per come lo ha conosciuto, lo ha ascoltato, lo ha ricevuto dalla tradizione precedente. Dunque, è doveroso studiare i vangeli, ricercare il loro sostrato più antico, analizzare le espressioni e le figure retoriche, ma occorre centrare lo sguardo sulla fede della comunità in Gesù. Da questo nasce l’esigenza di annunciare, raccontare, ricercare, trasmettere

Michele Antonio Corona

Aggiornamenti

Gli incontri previsti a Macomer della Scuola della Parola dell’anno pastorale 2020/2021 si terranno nei locali del Centro Pastorale diocesano “San G.M. Conforti” (ex Saveriani) in via Toscana, 9  e non più nell’Istituto delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice.