Scuola della Parola 2019/2020

I profeti non avevano né teorie né un’idea di Dio. ciò che avevano era una comprensione. La loro comprensione di Dio non era il risultato di uno studio teorico, di un andare a tentoni tra alternative sull’essenza e gli attributi teologici di Dio. Per i profeti Dio era reale in maniera travolgente e la sua presenza schiacciante. Non parlarono mai di lui con distacco. Vissero come testimoni, colpiti dalle parole di Dio, più che come investigatori impegnati ad accertare la natura di Dio; i loro discorsi costituivano una liberazione di un peso più che barlumi percepiti nella nebbia dell’incertezza.  Così scriveva Abraham Heschel nel suo celeberrimo volume Il messaggio dei profeti. Un testo che offre la produzione profetica della bibbia sotto il criterio del Pathos. Secondo l’Autore il profeta è mosso da una forza dinamica che lo travolge, lo muove, lo incita a parlare, a scrivere, a comunicare ciò che lo invade. Il rischio che corriamo è pensare al profeta come un algido pensatore. Altre volte ci può capitare di incamerarlo nella categoria degli addetti alle intercettazioni: ascolta Dio e poi trasmette meccanicamente. No! Nelle parole che il profeta trasmette ci sono quelle di Dio e le sue, ci sono le ispirazioni divine intrise del suo modo personale di percepirle, interpretarle e trasmetterle. Un profeta può avere maggiore estro nelle visioni, uno nei segni esteriori, uno nelle azioni concrete. C’è chi se l’è presa coi ricchi, chi coi suoi stessi connazionali, chi con i popoli vicini. Un profeta ha maledetto il giorno della propria nascita per le sofferenze avute dalla missione, uno ha cantato la bellezza del creato e dell’universo, uno ha denunciato gli imbrogli del mercato del suo paese. C’è chi ha creduto di poter imbrigliare l’opera di Dio in una visione teologica, chi ha raccontato la sua visita alla bottega di un vasaio, chi ha sognato che un bambino potesse mettere senza conseguenze la mano in una tana di serpente. La profezia è un universo variegato e talmente ricco da potersi perdere. Eppure, proprio in quel mondo Gesù ha scelto di inserirsi per parlare di Dio come Padre. Sarà il compito della Scuola della Parola di questo prossimo anno. Il nostro obiettivo è parlare di Gesù profeta, senza dimenticare la tradizione biblica ed extrabiblica che lo ha preceduto e attraverso cui il Nuovo Testamento ha interpretato la sua opera. Il cammino biblico sarà accompagnato da alcuni incontri di estrema importanza per il nostro cammino comunitario. L’economista Alessandra Smerilli fisserà i principi per comprendere la finanza in un sistema che possa trapelare di profezia cristiana sulla vita e sul bene comune. Il teologo Giuseppe Tilocca ci permetterà di entrare nel mondo dell’immagine e della comunicazione per intravvedere il modo in cui i mezzi di comunicazione ci inviano messaggi. Francesca Diana ci aiuterà a scorgere figure profetiche nel nostro tempo. Salvatore Morittu ci comunicherà la sua esperienza di evangelizzatore, educatore e profeta dei nostri tempi, Alberto condividerà la sua esperienza di studio su messianicità, etica e fede in rapporto con la profezia. Un programma da non perdere!

Michele Antonio Corona

Programma per l’Anno Pastorale 2019/2020